Zlatan da Rosengård

Malmö è una città fredda di un paese freddo. Si affaccia su uno stretto e guarda in faccia Copenaghen, la sua gemella danese. Dietro di essa, allontanandosi dal porto e muovendosi verso l’autostrada, ci si imbatte in un vasto quartiere popolare chiamato Rosengård. Il governo cittadino lo ha fatto costruire alla fine degli anni Sessanta, per risolvere la crisi abitativa: oltre un milione di nuove case per ospitare una popolazione in rapida crescita, emblema di una nazione che si stava modernizzando e ambiva a diventare un simbolo per tutta l’Europa. Rosengård è cemento e spazi angusti, un micromondo tagliato a metà da una lama di asfalto e gas di scarico chiamata Amiralsgatan – che nasce in pieno centro, sulle rive del Rörsjökanalen, e poi fugge fuori dalla città – e divide così in due parti un tessuto urbano complesso, in cui fin da subito sono iniziati a germogliare disoccupazione e rabbia giovanile.

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George Robledo: vita in musica del cileno che conquistò l’Inghilterra

“Qualunque cosa ti porti attraverso la tua vita / Va tutto bene, va tutto bene / Che sbagli o che fai giusto / Va tutto bene, va tutto bene.” – John Lennon

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Rashidi Yekini e la sua maledizione

Ricorda quel passaggio filtrante di Amokachi, d’istinto, senza guardare, a tagliare il campo in verticale. Il perfetto inserimento di George, che converge in area e di piatto gli serve un assist che mette fuori causa i due difensori bulgari. Ricorda che Rashidi Yekini è stato il più grande di tutti. Rashidi Yekini è. È… Le idee nella testa si fanno confuse, e si dissolvono nel caldo opprimente del maggio di Ibadan, nell’aria che sa di agrumi e tabacco.

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Cos’è successo all’uomo del domani?

Nel 2014, era opinione abbastanza diffusa che Gareth Bale – un ragazzo di venticinque anni nato a Cardiff, affermatosi come terzino sinistro al Southampton e trasformatosi in ala sinistra al Tottenham – fosse un dei giocatori più determinanti del mondo. Di più: che fosse il prototipo del giocatore del domani, unendo in un mix perfetto straordinarie capacità atletiche a una tecnica che pochi al mondo potevano non invidiargli. Oggi, il suo curriculum segna più infortuni che trofei vinti (e Bale, di trofei, ne ha vinti parecchi). Pochi giorni fa era sul punto di trasferirsi in Cina e adesso pare non lo voglia più nessuno.

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Pelé: La Serie – Episodio 1

“La povertà era chiedersi che cosa sarebbe successo se non fossimo riusciti a mettere insieme abbastanza denaro per la legna. La povertà era lesinare, e persino odiare ogni pezzetto di legna che veniva ingoiato dalla fornace di quella stufa. La povertà è essere derubati di ogni rispetto e fiducia in se stessi. La povertà è paura. Non paura della morte, paura di vivere.” – Pelé

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Asparuhov: il clamore e il silenzio

Era il derby scudetto, ma lo era solo sulla carta. Per vincere il titolo, al Levski Sofia sarebbe servita una vittoria da record, perché al divario in classifica si aggiungeva quello incolmabile della differenza reti. La porta avversaria fu violata da un tiro di Tsvetan Vesselinov: il bello di vincere contro il CSKA non è mai un fattore secondario. Poi, il fattaccio.

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