Il sogno del Saarbrucken, un club senza nazione

Quando fu reso noto il sorteggio della prima edizione della Coppa dei Campioni, il tecnico Hector Puricelli e il presidente Andrea Rizzoli si guardarono perplessi: nessuno di loro aveva mai sentito parlare del Saarbrucken, ma la cosa che più gli stupiva era che questa squadra – che proveniva dall’angolo sud-occidentale della Germania, praticamente al confine con Francia e Luzzemburgo – non gareggiava come rappresentante tedesco, ma bensì per una nazione indipendente e sconosciuta chiamata Saarland.

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Quando il PSG era “povero”

Il ciclo si spense sul rigore di Ronaldo. Quella del Fenomeno era la prima e sarebbe stata l’unica stagione in blaugrana della sua carriera, terminata con l’impressionante record di 47 reti in 49 partite: l’anno dopo si sarebbe trasferito all’Inter. Ma intanto, con quel gol, regalava al Barça la Coppa delle Coppe e metteva incidentalmente la parola fine al ciclo del Paris Saint-Germain, il club francese con appena ventisette anni di storia alle spalle che era stato tra i dominatori del calcio europeo dell’ultimo lustro. Continua a leggere “Quando il PSG era “povero””

I campioni del mondo del Wolverhampton

Sono loro i veri campioni del mondo dei club. Così, nel 1954, il Daily Mail definiva sprezzante i ragazzi di Stan Cullis, freschi reduci da una fortunata serie di incontri amichevoli contro vari club provenienti da tutto il globo. Per primo, il Wolverhampton aveva sconfitto i tedeschi del Borussia Dortmund, la squadra che poteva vantare tra i pali l’eccellente Heinz Kwiatkowski, che campione del mondo lo era per davvero, anche se per nazionali, avendo fatto da vice a Toni Turek nella conquista della Coppa Rimet pochi mesi prima. Era poi stato il turno del Valencia, e degli argentini del Racing Club de Avellaneda, la cui punta era un allora diciotenne Antonio Valentin Angelillo; quindi, il Real Madrid e Alfredo Di Stefano e Francisco Gento era stato annichilito per 3-0. Anche lo Spartak Mosca di Igor Netto e Nikita Simonjan si era arresa agli inglesi, infine. Continua a leggere “I campioni del mondo del Wolverhampton”

Cuba ballò la rumba in Francia

Erano appena in quindici. Il governo non poteva permettersi di pagare il viaggio in nave dall’Avana a Marsiglia, più le spese di soggiorno in Francia, per una rose intera di oltre venti individui. Era già un mezzo miracolo essere lì: tutte le altre squadre centro e nordamericane, compresi Messico e Stati Uniti, avevano dovuto rinunciare per ragioni economiche, e delle sudamericane – indispettite con la Fifa per aver rotto la regola dell’alternanza Europa-Sudamerica per il paese organizzatore – il solo Brasile aveva risposto all’appello per i Mondiali di Francia. Continua a leggere “Cuba ballò la rumba in Francia”

Le aspirazioni del Qatar

Vinca o non vinca, arrivando in finale della Coppa d’Asia 2019 il Qatar ha dimostrato che ai Mondiali casalinghi del 2022 non intende fare solo la comparsa. E non si può pensare che questo risultato sia unicamente il frutto di una fortunata serie di coincidenze: alcuni dei giocatori che contenderanno al Giappone il titolo continentale facevano già parte della nazionale Under-19 che nel 2014 conquistò la sua prima Coppa d’Asia di categoria; altri appartengono alla nazionale maggiore che, nello stesso anno, vinceva la Coppa delle Nazioni del Golfo e la Coppa dell’Asia Occidentale. C’è una cosa che li accomuna tutti: la Aspire Academy, il punto di partenza imprescindibile per capire il calcio in Qatar.

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Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica

Per 45 anni, il trono del calcio mondiale è stato condiviso tra club di Europa e Sudamerica, come se nessun’altro giocasse al pallone nel resto del pianeta. E, a guardare l’albo d’oro dei Mondiali – quelli con le nazionali – non sembrava così falso: messo da parte il terzo posto degli Stati Uniti nel 1930 – in un Mondiale rimaneggiato, con pochissime europee – la Corea del Sud di Guus Hiddink nel 2002 è stata l’unica squadra non euro-americana a salire sul podio della Coppa del Mondo. Eppure solo tre anni dopo quel risultato, la Fifa metteva le sue mani sulla vecchia Coppa Intercontinentale e decideva di aprirla ai club di ogni angolo del mondo. Continua a leggere “Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica”