Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica

Per 45 anni, il trono del calcio mondiale è stato condiviso tra club di Europa e Sudamerica, come se nessun’altro giocasse al pallone nel resto del pianeta. E, a guardare l’albo d’oro dei Mondiali – quelli con le nazionali – non sembrava così falso: messo da parte il terzo posto degli Stati Uniti nel 1930 – in un Mondiale rimaneggiato, con pochissime europee – la Corea del Sud di Guus Hiddink nel 2002 è stata l’unica squadra non euro-americana a salire sul podio della Coppa del Mondo. Eppure solo tre anni dopo quel risultato, la Fifa metteva le sue mani sulla vecchia Coppa Intercontinentale e decideva di aprirla ai club di ogni angolo del mondo. Continua a leggere “Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica”

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I padroni del calcio: Petroldollari e pallone

“Sono eccitato prima di ogni singola partita. Il trofeo alla fine è meno importante del processo per raggiungerlo.” – Roman Abramovich

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Oltre i sette scudetti consecutivi

“Abbiamo superato la più grande Juventus di tutti i tempi.” – John Elkann

I cicli sono destinati a finire, prima o poi. È solo che quel prima o poi è abbastanza opinabile, come dimostra la Juventus, che continua a non dare segni di cedimento nella sua rotta verso quello che sarebbe l’ottavo titolo consecutivo. Nei grandi campionati europei, nessuna squadra era mai stata così dominante, per meriti suoi o demeriti altrui. Nell’attesa che gli avversari storici dei bianconeri riescano a svegliarsi dal loro torpore e a restituire un po’ di alternanza in vetta alla Serie A, possiamo pensare a quei pochi cicli più lunghi – per il momento – di quello attuale della Juve. Continua a leggere “Oltre i sette scudetti consecutivi”

I primi asiatici: un sogno indonesiano

Può esistere un Mondiale di 90 minuti? Può esistere un’avventura tanto effimera, quasi onirica, come quella delle Indie Orientali Olandesi ai Mondiali del 1938, che possa comunque essere considerata reale? Quella che oggi chiamiamo Indonesia – prima di Erick Tohir, prima di Radja Naingolaan, prima anche di Giovanni Van Bronckhorst – divenne quasi per caso la prima nazionale asiatica a prendere parte a una Coppa del Mondo. Lo fece in sordina, senza lasciare altra traccia nell’universo del pallone se non il proprio nome; arrivò, giocò e se ne tornò subito a casa, dopo un inappellabile 0-6 subito dalla futura finalista Ungheria. Eppure, per la prima volta una colonia prendeva parte al più importante torneo calcistico del pianeta. Continua a leggere “I primi asiatici: un sogno indonesiano”

Il patriottismo spicciolo di Mancini

Torna di scena la Nazionale, e puntuale torna di scena anche la solita polemica sul poco spazio che i giocatori italiani trovano in serie A. Perfettamente complementare all’immortale polemica sugli oriundi, da cui poi si arriva sempre a parlare di quote azzurre e chiusura delle frontiere, la storia dell’abbondanza di stranieri nel nostro campionato è tema di discussione fin dalla fine degli anni Novanta, ma mai come oggi il clima politico nazionale sembra essere (malauguratamente) favorevole per la sua riproposizione (in barba a tutti i discorsi sugli evidenti risultati del multiculturalismo). Se c’è una novità rispetto al solito, è che stavolta a predicare dal pulpito è Roberto Mancini, in veste di nuovo ct della Nazionale. Continua a leggere “Il patriottismo spicciolo di Mancini”