Quella volta che Totti e la Samp

Totti è un simbolo, una bandiera. –Fabio Capello, 1999

Si è ritirato Francesco Totti, il più grande calciatore della storia della Roma, una delle poche vere bandiere del calcio moderno (se mi passate il termine, comunque superficiale e nostalgico, di “bandiera”). Eppure sarebbe potuta andare diversamente, se nel 1997 Franco Sensi avesse accettato di cedere quel ragazzo di 20 anni alla Sampdoria, andando incontro alle richieste di Carlos Bianchi. Continua a leggere “Quella volta che Totti e la Samp”

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Noi siamo la Francia

Il 6 maggio la Francia sceglierà il suo nuovo presidente, e per la seconda volta nella storia al ballottaggio concorrerà un candidato di estrema destra: l’ascesa di Marine Le Pen è il segno di un paese (e di un’Europa intera) che sta virando verso il razzismo, laddove la coesione sociale tra bianchi e neri vige da sempre e la sfida dell’integrazione sembrava essere stata vinta. La Francia che ha ottenuto grandi successi nel calcio (e non solo, ovviamente: ma questo è soprattutto un blog sul calcio) grazie a “compatrioti acquisiti” è stata dimenticata in favore di una retorica razzista: niente scuole pubbliche per gli stranieri, nuove tasse sui lavoratori non francesi, chiusura dei confini nazionali, e tutto il resto del copione. Continua a leggere “Noi siamo la Francia”

Luis Monti: tanto, per un calciatore

“Era un uomo strano, si allenava in modo particolare. Al giovedì giocava la partitella con noi. Gli altri giorni, dalle cinque alle sei del mattino, tutto solo andava in Corso Marsiglia, ci fosse sole o ci fosse neve, finché fu in Italia si allenò sempre dalle cinque alle sei del mattino.” – Luigi Bertolini

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La vendetta di Guillermo Stabile

Calarsi nel contesto futbolista degli anni Trenta vuole dire imparare a stare a galla in un mondo in cui Gonzalo Higuain si trasferisce a giocare al Genoa invece che alla Juventus (che nella prima metà degli anni Trenta vinse cinque scudetti consecutivi, mentre il Genoa non vinceva un titolo dal 1924 e, sebbene nel 1930 avesse raggiunto il secondo posto dietro all’Ambrosiana-Inter, pochi anni dopo sarebbe addirittura retrocesso). Il Gonzalo Higuain dell’epoca si chiamava Guillermo Antonio Stabile. Continua a leggere “La vendetta di Guillermo Stabile”

Un pallone rotola su un campo minato

I calciatori comuni, per lo più sciiti scarsamente istruiti provenienti dai bassifondi di Baghdad, erano le persone che in Iraq si avvicinavano di più agli eroi. Avevano voluto giocare a calcio, ed erano grati di aver guadagnato abbastanza per vivere. – Simon Freeman

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Andrade: Il primo dei primi

Nella linea mediana, questo omaccione dal corpo di gomma spazzava il pallone senza toccare l’avversario e quando si lanciava all’attacco, chinando il corpo, seminava un mare di giocatori. In una delle partite attraversò mezzo campo con il pallone addormentato sulla testa. Il pubblico lo acclamava, la stampa francese lo chiamava “la meraviglia nera.” – Eduardo Galeano

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