Il primo sciopero del calcio

Charlie Roberts era capofila. Uscì dagli uffici della società con un quadro sottobraccio, seguito da tutti i suoi compagni, ognuno con qualcosa in mano, con l’intenzione di andarli a vendere al negozio all’angolo della strada, appena fuori dalla sede, come forma di autofinanziamento. Iniziava così il primo sciopero del calcio. Continua a leggere “Il primo sciopero del calcio”

C’era un greco a Tashkent

Dicembre 1975, lo stadio Kaftanzoglio di Salonicco, nella Macedonia greca, era pieno come non mai. Non tanto per festeggiare lo spettacolo di un calcio finalmente libero, dopo la caduta del regime dei colonnelli, ma soprattutto per celebrare il ritorno a casa di Vasilis Hatzipanagis.

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Bora a Udine

A Trieste, la gente ha una certa conoscenza della bora, il forte vento che arriva dai Balcani e spazza la città, il porto, il mare. Appena un poco più a nord, a Udine, la bora non arriva. Ci arrivò, invece, nell’autunno del 1987, Bora, che allora era poco più che un bizzarro personaggio delle panchine di calcio.

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Alla maniera del Nantes

L’11 agosto 1960, Roger Hunt e Kevin Lewis fissavano sul 2-0 il risultato di un’amichevole tra due squadre all’epoca di secondo piano del calcio europeo, il Liverpool e il Nantes. I Reds non vincevano un titolo dal 1947, e da diversi anni stazionavano in Second Division; solo un anno prima, però, in panchina si era seduto lo scozzese ex-Huddersfield Bill Shankly, che avrebbe completamente rivoluzionato il club, riportandolo nella massima serie inglese e, di lì a poco, consacrandolo come uno dei migliori al mondo. Ma a noi non interessa lui, bensì l’uomo che sedeva sull’altra panchina, José Arribas.

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Rashidi Yekini e la sua maledizione

Ricorda quel passaggio filtrante di Amokachi, d’istinto, senza guardare, a tagliare il campo in verticale. Il perfetto inserimento di George, che converge in area e di piatto gli serve un assist che mette fuori causa i due difensori bulgari. Ricorda che Rashidi Yekini è stato il più grande di tutti. Rashidi Yekini è. È… Le idee nella testa si fanno confuse, e si dissolvono nel caldo opprimente del maggio di Ibadan, nell’aria che sa di agrumi e tabacco.

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