Alla maniera del Nantes

L’11 agosto 1960, Roger Hunt e Kevin Lewis fissavano sul 2-0 il risultato di un’amichevole tra due squadre all’epoca di secondo piano del calcio europeo, il Liverpool e il Nantes. I Reds non vincevano un titolo dal 1947, e da diversi anni stazionavano in Second Division; solo un anno prima, però, in panchina si era seduto lo scozzese ex-Huddersfield Bill Shankly, che avrebbe completamente rivoluzionato il club, riportandolo nella massima serie inglese e, di lì a poco, consacrandolo come uno dei migliori al mondo. Ma a noi non interessa lui, bensì l’uomo che sedeva sull’altra panchina, José Arribas.

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La diaspora del calcio curdo

“Io vado, madre. / Se non torno, / sarò fiore di questa montagna, / frammento di terra per un mondo / più grande di questo.” – Abdullah Goran

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Rashidi Yekini e la sua maledizione

Ricorda quel passaggio filtrante di Amokachi, d’istinto, senza guardare, a tagliare il campo in verticale. Il perfetto inserimento di George, che converge in area e di piatto gli serve un assist che mette fuori causa i due difensori bulgari. Ricorda che Rashidi Yekini è stato il più grande di tutti. Rashidi Yekini è. È… Le idee nella testa si fanno confuse, e si dissolvono nel caldo opprimente del maggio di Ibadan, nell’aria che sa di agrumi e tabacco.

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Che mai ci sia pace tra Argentina e Inghilterra

“Stai ammonendo solo noi. Solo noi.” Il lungagnone albiceleste col 10 sulle spalle lo ripete stentoreo, con tono polemico, ma tanto serve a poco: Rudolf Kreitlein – apprezzato sarto bavarese che però è pure un’ancor più apprezzato arbitro – non capisce una parola di spagnolo. Sa solo che quel tono ha un che di arrogante: il lungagnone lo fissa dall’alto in basso, con quei suoi occhi piccoli e torvi e quel nasone saccente. Così, Kreitlein gli dice di andarsene fuori. Sono passati 35 minuti dall’inizio della partita, e Argentina e Inghilterra stanno ancora sullo 0-0.

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La meravigliosa visione del Boavista

Sembrava quasi fatta. La semifinale d’andata era stata sensazionale, e il Boavista aveva sfiorato la vittoria al Celtic Park, uno stadio ritenuto quasi inespugnabile; dopo quel 1-1, mancava solo un agevole ritorno in casa. Qualificandosi, non solo le Panteras avrebbero raggiunto la prima finale europea della loro storia, ma avrebbero anche dato vita a uno storico match tutto portoghese contro i rivali cittadini del Porto, che avevano praticamente già fatto fuori la Lazio. Invece, dopo ottanta minuti di dominio e occasioni sprecate, Henrik Larsson spezzava i sogni di gloria del Boavista e mandava gli scozzesi alla loro prima finale europea dal 1970. Iniziava così il tramonto di una favola.

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