Non è facile parlare di calcio, in questi giorni

Ma forse ve ne siete accorti da soli. La pandemia ha generato una situazione nuova, drammatica ma, ancora di più, irreale: il calcio – e poi tutto lo sport – si è fermato, e così l’intero paese, l’Europa, il mondo. Viviamo un eterno presente sotto la tirannia di un’unica attualità possibile: il coronavirus.

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5 film sul calcio e le storie dietro di essi

Nei giorni della quarantena e della zona rossa per il coronavirus, tanti siti stanno suggerendo ai lettori alcuni modi per passare il tempo, e vedere film è uno di essi. Anche Pallonate in Faccia ha qualche idea che vorrebbe suggerirvi: film sul calcio, ovvimente, che nascondono storie importanti, in cui sport, politica e temi sociali si incontrano.

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1915: Il campionato sospeso

È il 23 maggio, e il campionato sta finalmente entrando nel vivo: al Velodromo Sempione di via Arona, sta per disputarsi il derby milanese tra il Milan dell’implacabile bomber belga Louis Van Hege e l’Inter dell’italo-svizzero Ermanno Aebi e del leggendario allenatore-giocatore Virglio Fossati. In caso di vittoria, i nerazzurri potrebbero tornare in corsa per vincere il girone Nord e accedere alla finalissima nazionale: conta molto cosa accadrà nella partita di Marassi, dove il Genoa deve tenere a bada il Torino – secondo a pari punti dell’Inter – per confermarsi in testa ed evitare uno spareggio. Nessuno lo sa ancora, ma nessuna di queste due partite verrà disputata.

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Tre anni d’oro a Malines

Malines, Belgio. 80mila abitanti, 27 km a sud di Anversa e 30 a nord di Bruxelles. I fiamminghi la chiamano Mechelen, e ne primi del Cinquecento fu anche capitale dei Paesi Bassi; ma nel 1987 era una cittadina industriale, piena di operai e rappresentata da una squadra di calcio di scarso successo, che a lungo aveva fatto su e giù tra la prima e la seconda divisione. Quell’anno tutto cambiò.

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Capire com’è cambiato il calcio italiano, guardando Rafael Tolói

Scorrendo la classifica degli assist di questa stagione di Serie A, tra la solita infornata di centrocampisti e attaccanti, emerge a un tratto un nome inaspettato: Rafael Tolói. Ha 29 anni, la sua famiglia è di origine trevigiana, ma lui è nato e cresciuto a Glória d’Oeste, nel Mato Grosso. E gioca difensore centrale, ecco perché sembra quasi incredibile che a metà campionato abbia già messo a segno cinque assist: tanti quanti due dei migliori registi del campionato, Marcelo Brozović e Sergei Milinković-Savić; più di Paulo Dybala, Lorenzo Insigne e Federico Chiesa; solo due in meno del romanista Lorenzo Pellegrini o del Papu Gómez, compagno di Tolói all’Atalanta e secondo in questa classifica.

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Bruno Fernandes, campione di provincia a Novara

Il Manchester United ha annunciato l’accordo con il trequartista Bruno Miguel Borges Fernandes dello Sporting Lisbona, per una cifra complessiva di 80 milioni di euro. È il colpo del calciomercato invernale, è la coronazione di un sogno per un giocatore dalla carriera insolita e, a soli 25 anni, già parecchio lunga. Finalmente approdato in una grande, nello stesso club che diciassette anni prima diede il via alla consacrazione di un altro talento lusitano dello Sporting, Cristiano Ronaldo. Soprattutto, è la storia di un ragazzo che ha iniziato la sua rincorsa al calcio che conta dalla provincia italiana, da Novara.

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